Il patto per lo sviluppo e la ricostruzione delle Marche

Sinergia di progetti e di risorse per la ricostruzione e il rilancio del territorio dopo il sisma

Un atto di responsabilità di una intera comunità e delle sue istituzioni, per la ricostruzione e lo sviluppo del territorio. È il Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della regione Marche dopo il sisma 2016-2017, firmato a dicembre 2018 dai rappresentanti istituzionali, sociali, economici e accademici del territorio e dalla Conferenza episcopale marchigiana.

“Il Patto – spiega il presidente della Regione Luca Ceriscioli – coniuga in modo inscindibile sviluppo e ricostruzione con un pacchetto di proposte di rilancio dei territori duramente colpiti dal sisma: il 40% del territorio regionale, 87 comuni abitati dal 22% della popolazione totale, in gran parte situati nelle aree interne già scarsamente attrattive per la carenza dei servizi essenziali e delle opportunità occupazionali. Sarà strategico, per la sua realizzazione, un accordo con il Governo, come quelli già stretti per i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia, attraverso cui una parte dei fondi per la ricostruzione è stata destinata a nuove infrastrutture, sgravi fiscali e zone franche, incentivi alle imprese, al turismo e alla cultura per il rilancio del territorio, con un accordo quadro con risorse statali aggiuntive e integrative rispetto a quelle europee già destinate. Le risorse coinvolte sono quelle nazionali ed europee per la ricostruzione, quelle della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, quelle nazionali aggiuntive”.

Sette gli ambiti operativi individuati: servizi alla coesione sociale, competitività e innovazione dei sistemi produttivi, green economy, sicurezza del territorio, valorizzazione del patrimonio, mobilità, ricerca e nuove competenze. La prospettiva possibile è in investimenti per due miliardi di euro, con una ricaduta occupazionale di 9.500 unità lavorative.