Porto e città: dalla competizione alla collaborazione

Il Piano regolatore di Sistema portuale come strumento di programmazione dal basso. Da Pesaro ad Ortona, 215 km di banchina virtuale da interpretare come sistema integrato, insieme alle comunità locali

Il Piano regolatore di sistema portuale è un cardine della riforma della portualità italiana. L’approccio che caratterizza la redazione del Piano dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale (porti di Ancona, Falconara marittima, Pesaro, San Benedetto, Pescara ed Ortona) è basato sulla positiva esperienza del “Modello Ancona”, con la positiva collaborazione tra le istituzioni – in primis Autorità portuale e Comune – per individuare il delicato equilibrio di sostenibilità sociale, economica ed ambientale che consenta un percorso di sviluppo bilanciato tra le esigenze degli scali, nodi delle reti di traffico globali, e le aspirazioni delle comunità locali che interpretano i porti come elemento di identità.

Un’esperienza, quella del pieno coinvolgimento della comunità locale attraverso le Istituzioni, che dal 2014 sta portando risultati positivi nel porto di Ancona con lo sviluppo dei traffici, la sostenibilità e l’apertura alla cittadinanza nel 2014 del Porto Antico di Ancona.  Uno spazio che ospita i principali monumenti della città, su tutti l’Arco di Traiano, e che è oggetto di un percorso di rigenerazione sviluppato congiuntamente da Autorità portuale e Comune di Ancona con l’obiettivo di stimolare nuove attività ricreative e turistiche. Tra i principali risultati raggiunti l’avvio del progetto ITI Waterfront per il nuovo lungomare di Ancona e, nel 2017, l’installazione della Fontana dei due Soli, opera di Enzo Cucchi per simboleggiare la nuova vocazione del Porto Antico alla bellezza ed all’accoglienza.