Le aree dismesse lungo l’asse del Brennero

Rovereto 2020: piano d’azione per la rigenerazione urbana

Il “Piano d’azione per la rigenerazione urbana” definisce la
strategia spaziale proposta per l’evoluzione urbanistica della
città a partire dall’analisi della sua /forma urbis/,
caratterizzata da tre strati di “trame”:

– i corsi d’acqua dell’Adige e del Leno insieme con l’antico
sistema di canalizzazione delle rogge,

– le aree agricole di pregio, i boschi, i parchi e giardini, le aree
rinaturalizzate ed ipercorsi di mobilità dolce,

– i viali ottocenteschi (Corso Bettini, Corso Rosmini, via Manzoni e
via Dante) che si sovrappongono all’antica minuta trama viaria, la
ferrovia e la SS 12.
Lungo l’asse infrastrutturale del Brennero, formato appunto dalla
ferrovia e dalla SS 12,  nella prima merà de  secolo scorso hanno
traovato favorevole localizzazione i primi insediamenti
dell’industria meccanica, prima che il PRG indirizzasse lo sviluppo
industriale nella zona sud.

Oggi lungo quest’asse si susseguono numerosi complessi immobiliati
dismessi dalle attività industriali per cui erano sorti. In stato di
abbandono da anni, per un verso rappresentano situazioni di degrado
anomale rispetto alla elevata qualità urbana di Rovereto, ma per
l’altro potrebbero diventare potenziali attivatori di rigenerazione
urbana. “Rovereto 2020: Piano d’azione per la rigenerazione” si
concentra sul destino di queste aree.

Nel recente passato, la riqualificazione della città lungo corso
Bettini e corso Rosmini si è avvalsa soprattutto di investimenti
pubblici per importanti attrezzature: il Mart, Palazzo Piomarta,
Palazzo Fedrigotti, Palazzo Balista. La riqualificazione lungo l’asse
del Brennero dovrà invece avvalersi soprattutto di investimenti
privati, che l’Amministrazione comunale intende orientare verso
obiettivi urbanistici di interesse generale, quali la maggior
integrazione del Centro stotico con i quartieri di Borgo Sacco e San
Giorgio, il miglioramento della intermodalità, la realizzazione di
alloggi sociali, di parcheggi interrati, di verde e di altri servizi.
A tal fine l’Amministrazione ha attivato varie forme di interlocuzione
e collaborazione con le proprietà. La natura delle forme di
collaborazione e degli obiettivi perseguibili ha differenti
connotazioni in relazione alle specificità di ogni proprietà e del
complesso immobiliare coinvolto.

La demolizione delle strutture edilizie fatiscenti e l’apertura di
spazi liberi è un primo importante risultato, visibile in molti
ambiti. Di rilievo poi l’accordo con Itea per usi sociali del
complesso dell’ex Mangimificio SAV – caserma austroungarica,
l’intervento di edilizia residenziale sociale nell’area ex Marangoni
Meccanica, l’accordo con FS per il passante ferroviario, la
riqualificazione del piazzale del Follone con la contestuale
realizzazione di un capiente parcheggio interrato.